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Favole per spegnere il telefono - Riccardo Rossi Scrittore – Storie di viaggio, amicizia e memoria

Storie di viaggio, amicizia e memoria.
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Favole per spegnere il telefono
Favole lunghe per piccole notti
Il primo volume raccoglie dieci favole autonome, ognuna con il proprio luogo, i propri abitanti e una piccola difficoltà da attraversare.
Nino è un riccio che vive nel Bosco delle Foglie Basse e si fa piccolo per non pungere nessuno. Bianca è una balena azzurra che raccoglie ciò che non dovrebbe stare nel Mare delle Sette Ninne. Filù è una volpe che, nella Valle del Tavolo Lungo, vuole arrivare sempre per prima. Più avanti si incontrano un trenino di legno che corre troppo nella Valle dei Binari Dolci e una piccola luna che, nel Cielo Basso, impara a fare luce anche quando ha paura.
Sono luoghi con nomi da dire quasi sottovoce: il Regno dei Gradini, dove i troni sono troppo alti per sentire gli altri; il Paese di Sottovoce, dove le parole cadute restano a terra come semi; il Bosco del Per favore, dove perfino il muschio sembra ricordare i passi.
In ogni storia qualcuno sbaglia, si spaventa, esagera o si sente fuori posto. Poi prova a capire, a rimediare, a chiedere aiuto o ad aiutare qualcun altro.
Quasi mai da solo.

Dieci favole per spegnere il telefono – Vol. 1

Favole lunghe per piccole notti
Il primo volume raccoglie dieci favole autonome, ognuna col suo paese e i suoi abitanti. Nino è un riccio che vive nel Bosco delle Foglie Basse e si fa piccolo per non pungere nessuno. Bianca è una balena azzurra che raccoglie quello che non dovrebbe stare nel Mare delle Sette Ninne. Filù è una volpe che alla Valle del Tavolo Lungo vuole arrivare sempre per prima. Più avanti si incontrano un trenino di legno che corre troppo nella Valle dei Binari Dolci e una piccola luna che nel Cielo Basso impara a fare luce anche quando ha paura.
Sono posti con nomi da dire sottovoce: il Regno dei Gradini, dove i troni sono troppo alti per sentire gli altri, il Paese di Sottovoce, dove le parole cadute restano per terra come semi, il Bosco del Per favore, dove il muschio ricorda i passi. In ognuno qualcuno sbaglia, si spaventa o esagera, e poi trova il modo di rimediare, quasi sempre con l'aiuto di un amico.

  

Ogni favola si legge in tre sere e porta con sé una frase che ritorna, da ripetere piano prima di dormire: «Le spine non sono cattive. Dipende da dove le metti.» Alla fine di ogni sera ci sono due domande da fare a chi ascolta, senza una risposta giusta. Si può leggere una storia sola oppure tutte e dieci, una dopo l'altra: in tutto sono trenta sere col telefono spento e la luce bassa, e c'è qualcuno che racconta.
Una serie che cresce una favola alla volta
Dieci favole per spegnere il telefono è il primo passo di una serie che continuerà a crescere una storia alla volta.
Non c’è un programma rigido né un calendario da rispettare. Le nuove favole arrivano quando un personaggio, una situazione o qualcosa visto durante un viaggio o in una giornata qualsiasi comincia a chiedere di essere raccontato.
Alcune nasceranno da luoghi lontani, altre da cose molto più vicine. Quello che conta è che abbiano una storia da seguire, qualcosa da lasciare e abbastanza tempo per trovare la forma giusta.

La serie crescerà così: senza fretta e senza l’obbligo di aggiungere un volume soltanto perché è arrivato il momento di farlo.
Come leggerle
Queste favole sono state scritte davvero per essere lette in tre sere.
Quindi, genitore, nonno, nonna, o semplicemente adulto che sta leggendo a un bambino: per una volta appoggia il telefono, abbassa un po’ la luce e comincia a leggere. Forse ti sembrerà di tornare indietro di qualche anno, a quando qualcuno lo faceva con te. E magari ricorderai anche quanto fosse diverso addormentarsi dopo una storia invece che dopo uno schermo.
Ogni sera termina con due domande. Non sono un compito e non esiste una risposta giusta: servono soltanto a parlare ancora per qualche minuto di quello che è successo, di ciò che il bambino ha capito e magari di qualcosa che la storia gli ha fatto venire in mente.
Dentro ogni favola c’è, senza bisogno di metterlo in cattedra, un piccolo tema importante: il rispetto, la gentilezza, l’uguaglianza, la libertà, la cura della natura, il rifiuto del bullismo, il coraggio di aiutare e quello di non lasciare indietro nessuno.
Alla fine della terza sera c’è un disegno in bianco e nero da colorare, perché la storia possa continuare il giorno dopo con matite, pennarelli e fantasia.
Non per dichiarare guerra alla tecnologia, ma per spegnerla ogni tanto e lasciare accesa una voce.

     

Il volume è disponibile solo in formato cartaceo. È una scelta precisa: almeno questa volta niente telefono, niente tablet. Carta tra le mani, pagine da girare e quel piccolo fruscio che uno schermo non ha ancora imparato a fare.
Estratti scelti

Per farsi un’idea del tono e del passo di queste storie, ecco due brevi estratti dal primo volume.

Dal racconto “La balena che teneva il mare in ordine”

Bianca non capiva bene gli umani. Li vedeva ogni tanto, sopra barche piccole e
grandi, con cappelli colorati, occhiali scuri, panini avvolti nella carta e voci che
arrivavano nell’acqua tutte tremolanti. Alcuni umani erano gentili. Guardavano il mare
e sorridevano. Altri lasciavano cadere cose. Non sempre apposta. A volte il vento
portava via una carta. A volte un bambino perdeva un secchiello. A volte una bottiglia
rotolava. Ma il mare non sapeva se una cosa era caduta per sbaglio o per distrazione. Il
mare la prendeva. La cullava. La portava in giro. E se quella cosa non apparteneva
all’acqua, prima o poi faceva male a qualcuno.

Dal racconto “Ia fata dalle parole piccole”

Milla uscì dalla biblioteca con le ali piene di pensieri. Nel pomeriggio, il Paese di
Sottovoce sembrava normale. Il panettiere vendeva pane. La fontana faceva acqua. Le
campane segnavano le tre. Una signora litigava con una tenda che non voleva stare
dritta. Ma Milla vedeva le parole cadute. Vicino alla fontana c’erano ancora segni scuri. I
sassolini erano stati raccolti, ma sul terreno restavano tre piccoli cerchi, come quando
togli un vaso e sotto l’erba è più pallida. Lio non era in piazza. Ada e Sami sì. Stavano
costruendo qualcosa di nuovo, ma senza troppo entusiasmo. Gigi era poco lontano con
Bruna. Aveva iniziato un palazzo enorme di sassi. Era alto. Dritto. Importante. E molto
solo. Milla volò prima da Ada
Per chi ama queste storie
Queste favole sono pensate per i bambini, ma non soltanto per loro.
Chi legge ad alta voce ritroverà paure, errori, amicizie, piccoli egoismi, gesti gentili e domande che appartengono anche agli adulti. Cambiano le parole, cambiano i personaggi, ma certe cose restano sorprendentemente simili a qualunque età.
Non cercano di insegnare una morale già pronta. Preferiscono lasciare una storia, qualche domanda e il tempo necessario per parlarne insieme.

Forse è proprio questo il loro posto: tra la voce di chi racconta e l’immaginazione di chi ascolta.


Riccardo Rossi Scrittore – Storie di viaggio, amicizia e memoria

Fotografia | Riccardo Rossi Photography
© 2026 Riccardo Rossi. Tutti i diritti riservati.
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