Sin Rumbo Anómalo
nasce prima di tutto da un’idea: muoversi senza una rotta perfettamente tracciata, ma sapendo abbastanza bene perché si è partiti.
L’espressione spagnola contiene qualcosa che riconosco da sempre nei viaggi e, probabilmente, anche nel modo in cui scrivo: deviazioni, cambi di programma, strade prese quasi per caso, momenti in cui ci si sente leggermente fuori posto e proprio per questo si comincia a guardare meglio ciò che si ha intorno.
È una sensazione che attraversa molti dei miei romanzi. La geografia conta, naturalmente, ma raramente è il vero centro della storia. Le strade, le città e le frontiere servono soprattutto a mettere in movimento le persone: amicizie, incontri, fragilità, separazioni, ritorni e tutto ciò che può accadere quando per qualche tempo si esce dalla propria traiettoria abituale.
Ho scelto di creare una piccola sigla editoriale indipendente per conservare la stessa libertà anche nel momento della pubblicazione. Non dover adattare una storia a una collana, a una linea editoriale o a tempi decisi altrove significa poter scegliere cosa pubblicare, quando farlo e in quale forma.
Naturalmente la libertà ha il suo conto da pagare: ogni decisione, ogni errore e ogni responsabilità restano miei. E forse è proprio questo il senso della scelta.
Pubblicare senza consegnare le chiavi
Sin Rumbo Anómalo EdizioniSin Rumbo Anómalo Edizioni è il marchio con cui pubblico i miei libri.È nato da una scelta piuttosto semplice: volevo che le storie restassero mie anche dopo aver scritto l’ultima pagina.Seguo direttamente scrittura, revisione, impaginazione, copertina e pubblicazione. Per le mie opere acquisto inoltre i codici ISBN, invece di utilizzare quelli gratuiti messi a disposizione da Amazon. È una scelta che mi permette di mantenere il controllo editoriale sulle diverse edizioni e di non legare la pubblicazione a un unico canale, lasciando aperta la possibilità di utilizzare altre piattaforme, librerie e forme di distribuzione.Non perché pensi che fare tutto da soli sia necessariamente migliore. Significa più lavoro, più responsabilità e anche più occasioni di sbagliare. Ma, almeno per questi libri, considero importante poter decidere fino all’ultimo che forma avranno e come arriveranno ai lettori.Non è una dichiarazione di guerra all’editoria tradizionale.Un editore capace di credere davvero in un libro, lavorarci insieme all’autore e rispettarne identità, voce e struttura sarebbe una possibilità interessante, non un nemico.Quello che non mi interessa è modificare una storia soltanto per farla entrare più comodamente in una collana, seguire una moda del momento o renderla più facilmente collocabile su uno scaffale commerciale.Se il prezzo per raggiungere qualche lettore in più fosse non riconoscere più il libro quando lo apro, preferirei rinunciarci.Sin Rumbo Anómalo, senza una rotta prestabilita, è nato anche per questo.
Amazon? Sì. E ti spiego perché.
Qualcuno potrebbe vedere una contraddizione: creo un mio marchio editoriale, acquisto i miei codici ISBN, rivendico una certa indipendenza e poi utilizzo Amazon per vendere i libri.
È esattamente quello che faccio.
Ma c’è una differenza importante tra usare Amazon ed essere legato ad Amazon.
Avrei potuto utilizzare gratuitamente i codici ISBN messi a disposizione da KDP. Ho preferito acquistare i miei e pubblicare come Sin Rumbo Anómalo Edizioni. È una scelta che costa qualcosa e che, considerando che scrivo per piacere e non per professione, sarebbe stato molto più semplice evitare.
L’ho fatta perché voglio che i libri restino miei anche dal punto di vista editoriale e che possano continuare a muoversi fuori da un unico sistema: altri portali, librerie, biblioteche, presentazioni, manifestazioni o qualunque strada abbia senso percorrere.
Amazon, per me, è soprattutto uno strumento di stampa, vendita e distribuzione.
Quando qualcuno ordina un libro, lo stampa, gestisce il pagamento, prepara il pacco e lo spedisce. In questo modo non devo stampare centinaia di copie in anticipo, trasformare il soggiorno in un magazzino, preparare pacchi, gestire pagamenti, spedizioni e resi.
Scrivo per piacere. Non ho intenzione di trasformare casa mia in un centro logistico.
Non considero Amazon un benefattore e non devo nemmeno sposarlo.
Lo uso perché, oggi, mi permette di fare arrivare fisicamente un libro a qualcuno senza dover diventare contemporaneamente tipografo, magazziniere e corriere.
Se domani troverò strumenti migliori, userò quelli.
L’indipendenza assoluta probabilmente non esiste.
Quella delle proprie scelte, invece, sì.
Una delle cose curiose dell'autopubblicazione è che prima o poi si finisce per conoscere regole che non si immaginava nemmeno esistessero.Il libro può essere pubblicato.Può essere venduto.Può essere comprato.Ma non necessariamente può essere pubblicizzato sulla stessa piattaforma che lo vende.Amazon ogni tanto mi manda delle mail invitandomi a pubblicizzare i miei libri.Una notte ho deciso di provare.Niente grandi campagne: la pubblicità si può interrompere quando si vuole e si può partire spendendo pochissimo. Mi interessava soprattutto capire come funzionasse.Faccio tutta la procedura.Risultato: L’Atlantico Immenso di Fronte. E, considerando che gli stessi argomenti compaiono anche negli altri romanzi, probabilmente non sarebbe l’unico. Non è idoneo alla pubblicità.Il libro, naturalmente, Amazon lo vende tranquillamente.La pubblicità no.Il motivo?Nel romanzo compaiono un paio di passaggi ambientati nei pressi di spiagge nudiste. Non ci sono scene sessuali, descrizioni erotiche o altro di particolarmente sconvolgente: esistono semplicemente delle persone nude (senza immagini) su una spiaggia.In altri passaggi, attraversando alcune comunità hippy, scrivo che nell’aria si sente odore di marijuana.Nessuno spaccia.Nessuno organizza un tutorial su come coltivarla.C’è un odore.Fine.Evidentemente è sufficiente.Naturalmente Amazon è un’azienda privata e stabilisce le regole della propria piattaforma pubblicitaria. Ne ha tutto il diritto.Io, altrettanto naturalmente, ho il diritto di trovarle assurde.Viviamo in un mondo nel quale scorrono davanti ai nostri occhi guerre, città bombardate, ospedali colpiti, persone costrette a fuggire, bambini che muoiono, odio, violenza e un pianeta che continuiamo metodicamente a maltrattare.Poi un romanzo di viaggio e amicizia diventa problematico per una spiaggia nudista e per l’odore della marijuana.Mi ricorda molto quel curioso Medioevo digitale nel quale per anni abbiamo considerato perfettamente presentabile il capezzolo di un uomo e pericolosissimo quello di una donna.O nel quale un algoritmo poteva scandalizzarsi e censurare la fotografia di una statua nuda scolpita secoli fa e visitata e fotografata da milioni di persone ogni anno.La tecnologia corre.La morale automatica, ogni tanto, sembra procedere con un carretto.Comunque niente pubblicità.Sopravviveremo entrambi.Amazon senza il mio euro al giorno.E il mio libro senza il permesso dell’algoritmo.
Sin Rumbo Anómalo Edizioni vive soprattutto nei luoghi in cui i libri possono incontrare davvero le persone: librerie indipendenti, festival, circoli di lettura, scuole, biblioteche.
Se vuoi organizzare una presentazione, un incontro con i lettori o un’attività legata ai temi dei romanzi e delle favole, possiamo parlarne e trovare insieme la forma più adatta al luogo, al pubblico e all’occasione.
Che sia una libreria, una biblioteca, una scuola o un piccolo festival, preferisco incontri veri, con spazio per domande, conversazioni e qualche deviazione non prevista.
Per richieste da parte di librerie, festival, rassegne o scuole puoi scrivermi dalla pagina contatti del sito, indicando il tipo di evento, il luogo e le date possibili. Rispondo personalmente a ogni messaggio e, quando è possibile, cerco di trasformare le email in incontri dal vivo.
