Nuove rotte è lo spazio dedicato a ciò che ancora non è diventato un libro.
Qui non ci sono necessariamente copertine, titoli definitivi o trame già ordinate. Ci sono appunti, quaderni, frasi annotate sul telefono, luoghi che continuano a tornare in mente e idee che per il momento possiedono poco più di un inizio.
È la parte meno conclusa del mio lavoro e forse, proprio per questo, una delle più interessanti.
Alcuni progetti cambieranno molte volte prima di trovare una forma. Altri potrebbero fermarsi a poche pagine e non andare oltre. Qualcuno, invece, finirà per diventare un romanzo, una favola o qualcosa che oggi non so ancora definire.
Questa pagina serve a raccontare anche quella parte del percorso: quando una storia non esiste ancora del tutto, ma ha già cominciato a farsi sentire.
I romanzi, almeno per me, raramente cominciano da una trama completa.
Più spesso arrivano attraverso un dettaglio: un luogo che continua a tornare in mente, una frase appuntata senza sapere perché, una persona immaginata per pochi secondi e poi incapace di andarsene.
Alcune di queste idee diventano pagine quasi subito. Altre restano ferme per mesi o anni, finché qualcosa non le rimette in movimento.
Ci sono nuovi progetti in lavorazione, alcuni già abbastanza avanti da avere personaggi, luoghi e una direzione; altri ancora troppo fragili per essere raccontati senza rischiare di definirli prima del tempo.
Non so necessariamente quale arriverà per primo alla fine.
E non ho molta fretta di scoprirlo.
Una storia, quando funziona, prima o poi trova da sola il momento in cui smette di essere un appunto e comincia a diventare un libro.
Dieci favole per spegnere il telefono non è rimasto un esperimento isolato.
Durante la scrittura del primo volume sono arrivati altri personaggi, altri luoghi e altre piccole domande che meritavano una storia propria. Alcune sono già annotate, altre esistono soltanto in poche righe, altre ancora probabilmente devono farsi incontrare.
Continueranno a parlare di cose semplici solo in apparenza: paura, rispetto, differenze, amicizia, natura, parole che fanno male e parole capaci di rimediare.
Ma prima di tutto dovranno continuare a essere favole.
Non voglio aggiungere volumi per rispettare un calendario o per riempire una serie. Ne arriverà un altro quando ci saranno abbastanza storie che valga davvero la pena leggere per tre sere.
Una favola alla volta. Senza fretta.
Non tutte le storie chiedono trecento pagine.
Alcune stanno meglio in uno spazio breve: poche scene, un incontro, una conversazione ascoltata per caso, una stanza d’albergo, una stazione, un bar, qualcuno che arriva e qualcuno che se ne va.
Per questo, accanto ai romanzi e alle favole, continuano ad accumularsi racconti, appunti di viaggio, frammenti di dialogo e testi difficili da sistemare dentro una definizione precisa.
Alcuni potrebbero diventare racconti compiuti. Altri forse resteranno sul blog, nei taccuini o finiranno per entrare, molto tempo dopo, in qualcosa di completamente diverso.
Mi interessa lasciare aperta anche questa possibilità.
Non tutto deve necessariamente diventare un libro.
A volte poche pagine sono esattamente la misura che una storia chiedeva.
Accanto a questi racconti ci sono taccuini di viaggio, frammenti di dialoghi, piccoli esperimenti ibridi che mescolano appunti reali e finzione. Non so ancora se diventeranno un libro vero e proprio o resteranno un laboratorio aperto, da condividere a pezzi sul blog o durante gli incontri con i lettori.
Quello che so è che mi interessa esplorare queste forme più brevi e leggere, dove ci si può permettere di sbagliare strada, tornare indietro, ricominciare da un dettaglio trascurato. Anche questo, in fondo, fa parte delle nuove rotte.
Quello che so è che mi interessa esplorare queste forme più brevi e leggere, dove ci si può permettere di sbagliare strada, tornare indietro, ricominciare da un dettaglio trascurato. Anche questo, in fondo, fa parte delle nuove rotte.
Le storie cambiano spesso direzione mentre le scrivo, ma cerco di non farlo da solo. Sul blog "Dietro le pagine" (DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE)racconto il dietro le quinte dei romanzi, i dubbi, le revisioni, i passaggi di cui di solito non si parla nelle quarte di copertina. È lì che, di solito, le nuove rotte compaiono per prime.
Se ti va, puoi usare anche il modulo qui sotto per lasciarmi il tuo indirizzo email: lo userò solo per avvisarti quando un progetto in viaggio diventerà un libro vero, oppure quando pubblicherò qualcosa che ha a che fare con questi percorsi aperti.
Se ti va, puoi usare anche il modulo qui sotto per lasciarmi il tuo indirizzo email: lo userò solo per avvisarti quando un progetto in viaggio diventerà un libro vero, oppure quando pubblicherò qualcosa che ha a che fare con questi percorsi aperti.
Puoi scegliere tu come restare in cammino: leggendo il blog quando ne hai voglia, oppure ricevendo ogni tanto un aggiornamento direttamente nella tua casella di posta.
Le storie non nascono soltanto alla scrivania.
A volte una frase di un lettore, il racconto di un luogo, un ricordo o una domanda fanno spostare di qualche grado una direzione che sembrava già stabilita.
Se hai attraversato una città che non hai dimenticato, fatto un viaggio che continua a tornarti in mente, conosciuto qualcuno per poche ore che ricordi ancora dopo anni, puoi raccontarmelo.
Non significa necessariamente che finirà dentro un romanzo. Anzi, probabilmente no.
Ma mi interessano le storie vere proprio perché non arrivano già sistemate in una trama: hanno parti inutili, deviazioni, vuoti, coincidenze e dettagli che nessuno scrittore avrebbe avuto il buon senso di inventare.
Se vuoi condividermene una, puoi farlo dalla pagina Contatti.
Le nuove rotte, qualche volta, cominciano da una strada raccontata da qualcun altro.
Se ti riconosci in queste storie in viaggio e vuoi raccontarmi qualcosa che potrebbe diventare, un giorno, una nuova rotta, puoi scrivermi in modo semplice e diretto dalla pagina Contatti.